La Commissione Europea ha lanciato un progetto pilota per un accesso online illimitato ai risultati delle ricerche finanziate dall´Ue, soprattutto articoli di ricerca pubblicati in riviste soggette alla valutazione di esperti, dopo un periodo di embargo di 6 o 12 mesi
Il progetto riguarda circa il 20% dello stanziamento di bilancio del 7° Programma quadro in settori come la sanitá, l´energia, l´ambiente, le scienze sociali e le tecnologie dell´informazione e comunicazione.
«La Commissione europea – si legge in una nota – intende garantire che i risultati della ricerca che finanzia nell´ambito del Settimo programma quadro (7° PQ), con oltre 50 miliardi di euro nel periodo 2007-2013, siano diffusi nel modo piú efficace possibile per garantirne la massima valorizzazione e il massimo impatto nel mondo dei ricercatori e non solo. Un accesso rapido e affidabile ai risultati della ricerca, soprattutto mediante internet, puó accelerare l´innovazione, far progredire le scoperte scientifiche e sostenere lo sviluppo di un´economia della conoscenza forte».
Janez Potočnik, commissario europeo per la ricerca e la scienza, spiega che «Per la competitivitá della ricerca comunitaria é di fondamentale importanza beneficiare di un accesso agevole e gratuito alle conoscenze piú recenti in settori strategici. Questo progetto pilota costituisce un importante passo avanti nel conseguimento dalla “quinta libertá”, ossia la libertá di circolazione della conoscenza tra Stati membri, ricercatori, industria e il pubblico in generale. Inoltre costituisce un giusto compenso per il pubblico per la ricerca finanziata con fondi comunitari».
Il progetto pilota sará operativo fino al termine del 7° PQ, e punta a garantire che i risultati della ricerca finanziata dall´Ue siano progressivamente messi a disposizione di tutti. I beneficiari di sovvenzioni saranno invitati «a depositare articoli di ricerca, soggetti ad un esame inter pares, o la stesura finale di manoscritti risultanti dai loro progetti nell´ambito del 7° PQ in un archivio online. Dovranno fare il possibile per garantire il libero accesso a questi articoli entro sei o dodici mesi dalla pubblicazione, in funzione del settore di ricerca. Questo periodo di embargo consentirá agli editori scientifici di trarre profitto dai loro investimenti».
Il progetto pilota “accesso aperto” lanciato oggi era stato preannunciato nel febbraio 2007 dalla comunicazione della Commissione europea del su “Informazione scientifica nell´era digitale: accesso, diffusione e conservazione”. Molti organismi di finanziamento nazionali, tra cui il Wellcome trust nel Regno Unito o gli istituti sanitari nazionali negli Usa hanno giá norme sull´accesso aperto. Il consiglio scientifico del consiglio europeo della ricerca ha adottato degli orientamenti in materia di accesso aperto nel dicembre 2007.
«Il rapido sviluppo delle tecnologie digitali offre ai ricercatori possibilitá senza precedenti per una condivisione delle informazioni tempestiva ed efficiente. dice Viviane Reding, commissaria per la societá dell´informazione e i media – .Il nostro nuovo progetto valorizzerá questo potenziale, consentendo ai ricercatori, alle imprese e ai responsabili politici di affrontare piú agevolmente problematiche di portata mondiale come i cambiamenti climatici, grazie all´accesso alle ricerche piú recenti. Sono particolarmente lieta che gli editori scientifici abbiano iniziato a muoversi gradualmente verso nuovi modelli di diffusione e che stiano collaborando con i ricercatori in materia di accesso aperto. Hanno sostenuto in modo proficuo la Commissione in questi ambiti, contribuendo alla preparazione del progetto pilota. Ció renderá possibile una coesistenza reciprocamente benefica che ottimizzerá gli effetti dell´accesso aperto alla ricerca finanziata dal settore pubblico, pur lasciando spazio ai modelli commerciali finanziati dal settore privato nel campo della pubblicazione».
L´accesso aperto ad articoli di ricerca, precedentemente accessibili solo con gli abbonamenti a riviste, potrebbe contribuire a rafforzare l´impatto dell´investimento comunitario di 50 miliardi di euro nella ricerca e lo sviluppo tecnologico, evitando di perdere tempo e risorse nell´effettuare piú volte lo stesso tipo di ricerca. «Con un accesso ad una selezione piú ampia di articoli, i ricercatori potranno basarsi su queste conoscenze per portare avanti il loro lavoro. Le piccole e medie imprese e i gli imprenditori possono anche beneficiare di quest´accesso piú ampio agli ultimi sviluppi della ricerca per accelerare il processo di commercializzazione e innovazione», dice la Commissione Ue.
www.greenreport.it



