L’Ospedale di Legnano gestisce la cartella clinica in ottica di network anche attraverso notebook ultraresistenti che accompagnano medici e infermieri fino al letto del paziente.
Il progetto di dematerializzazione dei dati sanitari é stato realizzato grazie alla dotazione nella struttura sanitaria di una famiglia di notebook ultraleggeri Panasonic Toughbook CF-T2, strumenti di comunicazione realizzati ad hoc per garantire al personale medico un mezzo di trasmissione dati a prova di pronto soccorso. In altre parole, medici e infermieri dell’ospedale usano tutti i giorni questi Pc portatili resistenti a urti e cadute, che garantiscono l’immagazzinamento e la trasmissione dati sicura dei ricoverati.
Oltre che a Legnano, la famiglia Toughbook CF-T2 di Panasonic é stata adottata nel complesso che raggruppa anche le realtá di Magenta, Cuggiono e Abbiategrasso, con uno staff di 4.500 persone per la gestione di circa 80.000 pazienti all’anno, 84 reparti in quattro sedi diverse. Tutte online.
«Il terminale mobile é solo l’ultima parte di un progetto molto piú ampio di sviluppo del sistema informativo aziendale – dice Claudio Caccia, chief information officer dell’Ospedale di Legnano –. Oggi come oggi, il personale medico e infermieristico della struttura usa il portatile in corsia. Abbiamo cominciato nel reparto di rianimazione dell’ospedale, ma presto il notebook arriverá fino al letto del paziente, per registrare ogni dato che riguarda l’evoluzione del quadro clinico del malato». Tutto ció é stato possibile grazie all’implementazione all’interno della struttura ospedaliera di una rete wireless, che collegherá tutti i reparti e i diversi piani degli edifici. Un network creato a monte, che integra tutti i sistemi informatici dell’ospedale. «Ogni reparto é collegato online – aggiunge Caccia –. Ogni esame e referto viene inviato in rete, in questo modo il fascicolo del paziente é sempre fruibile da tutti».
La creazione di un clinical datarepository e l’utilizzo del wireless ha consentito una netta riduzione di tempi, passaggi e margini di errore nella gestione delle cartelle cliniche. «In passato – racconta Caccia – il margine di errore nella trascrizione di dati clinici da un registro medico all’altro o dalla cartella medica a quella infermieristica era presumibilmente elevato. Oggi, i dati sono inseriti in digitale, non bisogna piú trascriverli e per di piú sono disponibili in ogni reparto o in laboratorio come in radiologia o terapia intensiva. Tutti i risultati degli esami, dal prelievo del sangue, alle radiografie ai test microbiologici o di anatomia patologica, producono una grande quantitá di dati per ogni singolo paziente che oggi il personale medico e infermieristico puó consultare in ogni momento sia dalle postazioni fisse sia in modalitá wireless.
Per consentire l’adozione del nuovo metodo di gestione della cartella clinica sono stati organizzati corsi di aggiornamento informatico. Ma il sistema é stato accolto meno peggio del previsto. «Il personale medico e infermieristico appare molto motivato e ha avuto meno resistenza al cambiamento di quanto ci aspettavamo – aggiunge Caccia –. Probabilmente l’utilizzo del Pc anche a casa sta modificando le abitudini, quindi non ci sono state grosse resistenze ad adeguarsi al notebook come strumento di lavoro quotidiano». I maggiori benefici per il personale di Legnano sono concreti: in primo luogo, meno chilometri a piedi da una corsia all’altra per recuperare le cartelle cliniche o i referti degli esami diagnostici. Con immediati miglioramenti di efficienza, visto che basta una sola operazione di data entry per aggiornare in automatico la cartella del paziente. «I referti arrivano prima a chi di dovere – spiega il responsabile del sistema informativo di Legnano –. In questo modo, anche l’attivitá diagnostica viene effettuata piú rapidamente. E poi, da un punto di vista economico, il sistema garantisce chiari vantaggi nella riduzione dell’utilizzo delle pellicole radiografiche».
Una voce di spesa, quella delle radiografie, che grazie alla digitalizzazione delle immagini ha consentito il taglio di 350.000 euro. Come? Eliminando progressivamente l’utilizzo delle pellicole. «Le radiografie vengono registrate in digitale – conclude Caccia –. Questo consente in parole povere di fruire di immagini a sistema, senza la necessitá di acquistare e stampare le radiografie su pellicola». Per Monica Andorlini, coordinatrice infermieristica del reparto di urologia – Ospedale di Legnano, il vantaggio principale del nuovo sistema riguarda l’abbattimento degli errori di trascrizione: «Ci sono meno errori nella trascrizione, perchè prima tutti gli esami venivano scritti a mano, quindi potevano verificarsi situazioni di dubbio dovuti alla calligrafia poco chiara – dice Andorlini – da quando utilizziamo il Panasonic Toughbook, invece, il paziente viene codificato e non c’é possibilitá, per esempio, di scambio di dati con altri pazienti». E il parere dei medici? «L’introduzione di questa metodica ha notevolmente cambiato il nostro modo di lavorare – afferma Luca Pavan medico di Medicina Generale – in quanto ha ridotto di molto le procedure di richiesta esami, ha ridotto di molto il margine di errore nelle richieste e ci consente soprattutto di avere grandi vantaggi in fase diagnostico-terapeutica grazie a una disponibilitá quasi immediate dei risultati delle indagini diagnostiche».
Oggi, il Toughbook CF-T2 viene attualmente utilizzato per effettuare l’attivitá di prescrizione delle prestazioni che devono essere erogate al paziente, per comunicarle ai diversi laboratori di diagnostica, di anatomia patologica e di radiologia. In futuro, l’utilizzo sará esteso alla gestione di tutte le attivitá effettuate sul paziente. Lo staff clinico potrá quindi richiamare i dati da ogni postazione e da ogni reparto e il notebook sará utilizzato anche per la registrazione delle attivitá, che il personale medico e infermieristico effettueranno al letto del paziente.
Fonte: www.datamanager.it



