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Expo-Forum sulla Telemedicina e la Sanità elettronica

Il progetto, che sará presentato a Medmatic@, il 5 ottobre, é stato lanciato a Bologna nel gennaio 2007 e si svilupperá su un periodo di tre anni, con lo scopo di mettere a punto uno strumento che consenta l’erogazione capillare di servizi socio-assistenziali rivolti agli anziani presso le loro abitazioni, contribuendo ad aumentarne l’autonomia e la qualitá della vita

Di fronte ad un’Europa sempre piú anziana (la Commissione Europea stima che gli over 65 passeranno dal 16% dell’anno 2000 al 27% nel 2050) é necessario offrire servizi socio assistenziali ad un numero crescente di utenti, mantenendo al contempo buoni standard prestazionali a costi contenuti. Come i sistemi sanitari europei riusciranno a far fronte alla domanda crescente ed al trend di crescita dei costi sanitari associati é un tema che ancora attende risposte convincenti. E questo é tanto piú vero per l’Italia, che nel panorama europeo ha una prospettiva di invecchiamento demografico superiore rispetto alla media.

Proprio per offrire nuove soluzioni tecnologiche che contribuiscano alla definizione di un nuovo modello socio-assistenziale é stato pensato OLDES (Older People’s e-services at home), un progetto lanciato a Bologna nel gennaio 2007 e che si svilupperá su un periodo di tre anni, con lo scopo di mettere a punto uno strumento che consenta l’erogazione capillare di servizi socio-assistenziali rivolti agli anziani presso le loro abitazioni, contribuendo pertanto ad aumentarne l’autonomia e la qualitá della vita.

L’idea é di dotare gli anziani soli e le persone fragili di un nuovo strumento di comunicazione, che assomiglierá molto ad un oggetto familiare e poco invasivo come la radio. Una radio con un palinsesto molto speciale, vicino ai loro interessi, alla loro rete di relazioni. Per dirlo con un esempio, l’anziano che ha l’abitudine di andare al circolo per parlare di calcio con gli amici e non riesce piú ad andarci di persona perchè é freddo e non se la sente di uscire, potrá sintonizzarsi con la trasmissione dei suoi amici del circolo e parlare con loro stando a casa; e cosí via con la parrocchia, l’associazione, il centro sociale, la rete degli amici. Perchè la radio potrá ospitare trasmissioni anche per numeri piccoli di persone, consentirá di intervenire e non solo di ascoltare, e durante le conversazioni ci sará modo di segnalare anche i bisogni, le esigenze, i problemi. E siccome quel che sembra una radio in realtá sará qualcosa di piú, informazioni potranno essere trasmesse anche automaticamente (naturalmente col consenso degli interessati) per segnalare problemi o dati di tipo sanitario.

Dal punto di vista sociale, sará uno strumento volto a rafforzare le reti di relazioni che in modo naturale legano i cittadini fra loro, e al tempo stesso che si faccia forte di contributi volontari per stendere una rete capace di raccogliere segnalazioni di esigenze e bisogni. Cosí, operatori volontari che potranno avere la provenienza piú varia (da quella di associazioni strutturate, fino al pensionato che semplicemente vuole dare una mano) potranno essere gli animatori di queste “trasmissioni” e fare da filtro rispetto alle esigenze che vengono loro manifestate: alcune potranno essere risolte direttamente nella rete di relazioni, altre potranno essere soddisfatte con una sorta di incrocio della domanda e dell’offerta del volontariato, alcune infine dovranno essere portate all’attenzione degli operatori professionali del call center centrale, o dei servizi sanitari, o di quelli sociali.

Naturalmente si tratta di trovare il giusto punto di equilibrio fra le diverse funzioni e fra automatismi e intervento degli operatori, ma questo é appunto uno degli obiettivi del progetto in corso. Dal punto di vista tecnologico, le case degli interessati verranno dotate di un nodo comunicativo versatile, che é in realtá un computer (non visibile come tale) a basso costo, di nuovissima tecnologia, interconnesso in rete, e capace di ospitare una serie di dispositivi. La periferica di base sará quindi una sorta di radio, che essendo uno strumento di comunicazione interessa tutti. Dopodiché, a seconda delle esigenze specifiche, potranno aggiungersi sensori di tipo sanitario o di altro tipo. In questo modo, ci sará un flusso di informazioni che, automaticamente se provenienti da sensori, o manualmente se dovute alle interazioni personali o di gruppo consentite dallo strumento “radio”, andranno ad alimentare la banca dati e il software del sistema di e-care e quindi ad attivare i servizi sociali e sanitari. Tanti gli ingredienti che si vogliono dosare nella giusta misura per produrre un risultato all’altezza delle aspettative, cioé fondamentalmente servizi migliori a costi inferiori.

Il co-finanziamento europeo (per circa 2,5 milioni di euro) aiuterá il consorzio nello sviluppo della tecnologia e per la sperimentazione su circa 100 anziani bolognesi, ma il Comune di Bologna sta giá adoperandosi per trovare risorse per accrescere ulteriormente questo numero giá nella fase sperimentale. l’Assessore alla Salute Giuseppe Paruolo conta di avere risultati sufficienti in un paio di anni per poter passare dalla sperimentazione alla pianificazione dell’intervento su scala cittadina. Non a caso, infatti, OLDES é nato proprio su iniziativa dell’Assessore alla Salute e Comunicazione del Comune di Bologna, Giuseppe Paruolo, ed é stato definito come progetto con il coordinamento di Massimo Busuoli dell’Enea. Su un costo complessivo di 3,65 milioni di euro, come prima anticipato ben 2,5 verranno coperti da risorse europee erogate nel contesto del VI° Programma di Ricerca e Sviluppo Tecnologico.

Il consorzio é composto da 11 partner, provenienti da 7 diversi paesi europei, con competenze integrate e complementari. Oltre ad Enea (ufficio di Rappresentanza di Bruxelles) ed il Comune di Bologna sono coinvolte le seguenti organizzazioni: CUP2000, l’A.USL, l’Universitá di Bologna con le Facoltá di Medicina, Fisica ed Ingegneria, l’Universitá Tecnica (Facoltá di Ingegneria) e l’Universitá Charles (Facoltá di Medicina) entrambe a Praga; l’Universitá inglese di Newcastle; Cetic, centro belga di ricerca applicata specializzata in nuove tecnologie informatiche; Agentscape, societá tedesca specializzata nello sviluppo di software; Ink, societá canadese produttrice di attrezzature informatiche di ultima generazione che fornirá il “computer” a basso costo, chiamiamolo cosí per semplicitá. Enea e Comune di Bologna giocheranno un ruolo prevalente di coordinamento, verifica e disseminazione dei risultati.

A Bologna si dovrá effettuare una sperimentazione su anziani cardiopatici ed in parallelo a Praga la si effettuerá su di un campione di 10 anziani diabetici. A tal fine lavoreranno sinergicamente tutti gli altri partner. Esaminando piú nel dettaglio i ruoli delle organizzazioni parte del consorzio, vediamo che il Comune di Bologna coordina anche le attivitá di comunicazione e disseminazione del progetto ed é attivamente coinvolto nelle fasi di definizione dei “bisogni degli utilizzatori”. CUP 2000, oltre a fungere da supporto organizzativo per tutte le attivitá progettuali ed essere responsabile della progettazione della piattaforma informatica, gestirá e ospiterá il software centralizzato del sistema per il rilevamento dei parametri vitali degli utenti; curerá inoltre i messaggi di “allerta automatica” dei sensori installati a casa di ciascun anziano e parteciperá alla sperimentazione di gestione dell’anziano cardiopatico tramite il prototipo “Oldes”.

L’AUSL di Bologna parteciperá alle attivitá di sperimentazione ed effettuerá la validazione complessiva del sistema. L’Universitá di Bologna (Facoltá di Medicina, Fisica e Ingegneria – DEIS) svilupperá gli algoritmi per le attivitá di monitoraggio degli utenti. L’Universitá inglese di Newcastle sta terminando uno studio parallelo di livello europeo, sui bisogni dei cittadini anziani e dei servizi socio-assistenziali, grazie al quale verranno definite le “linee guida” per organizzare le fasi di sviluppo e implementazione del sistema complessivo su cui poggiano le attivitá di tele-monitoraggio, tele-assistenza e tele-intrattenimento di OLDES. Il centro belga CETIC, coordinerá lo sviluppo del software di comunicazione del sistema centralizzato che erogherá i servizi. INK fornirá “computer” ad un costo estremamente competitivo ed il software di interfaccia con gli utenti che verrá sviluppato dall’Universitá Tecnica di Praga (Facoltá di Ingegneria).

AGENTSCAPE realizzerá il software necessario per l’analisi dei dati sulla popolazione anziana, i loro stili di vita ed i bisogni rilevati nelle precedenti fasi di lavoro, indispensabile per la definizione del profilo dell’utente. In particolare, la sperimentazione effettuata a Bologna a partire dal 2008, coinvolgerá almeno 100 anziani, dei quali 10 cardiopatici, i quali saranno tele-assistiti presso il loro domicilio. Per quanto riguarda i pazienti cardiopatici, la sperimentazione comporterá la rilevazione dei parametri vitali effettuata da operatori sanitari e da un tele-monitoraggio per i pazienti non a rischio. Per tutti é prevista l’offerta di un’ampia gamma di servizi socio-sanitari e di intrattenimento, come in precedenza illustrato.
Va sottolineato che il numero di pazienti/utenti che utilizzeranno OLDES giá in fase di svolgimento del progetto é destinato a crescere, come prima accennato, in quanto il Comune di Bologna, avvertendo la necessitá impellente di trovare un nuovo modello socio-assistenziale per gli anziani e nuovi strumenti tecnici in grado di sostenerlo, é impegnato nella ricerca di altre risorse finanziarie da dedicare allo scopo quali, ad esempio, le risorse destinate a livello locale dal Fondo Regionale per la Non Autosufficienza (FRNA). In tal senso e-Care, progetto avviato da CUP2000 a Bologna volto ad offrire gli anziani residenti sul territorio provinciale tramite un call centre una serie di attivitá di tele-assistenza e tele-compagnia, verrá integrato in OLDES in quanto perfettamente convergente alle finalitá prima descritte.

www.enea.it