Per le aree disagiate e rurali della provincia di Napoli é in arrivo un nuovo sistema di prevenzione e assistenza socio-sanitario. Il piccolo centro alle porte di Nola, insieme ai comuni di Roccarainola e Visciano sará tra i destinatari dell’iniziativa, promossa dalla Provincia di Napoli in collaborazione con l’azienda sanitaria Napoli 4, che prevede l’invio di poliambulatori mobili, i quali stazioneranno nei comuni interessati per l’intera giornata fornendo ogni tipo di assistenza sanitaria
Un progetto che servirá a ridurre i disagi dei tanti cittadini che risiedono nelle aree distanti dai centri abitati per i quali é molto complicato ricevere in tempi rapidi l’assistenza medica. Il progetto, finanziato con fondi comunitari, ha permesso l’acquisto di due poliambulatori che serviranno i comuni montani della provincia di Napoli, eliminando i rischi derivanti dalla mancanza di strutture sanitarie.
A bordo dei poliambulatori sará possibile fare visite e controlli e i risultati, attraverso una piattaforma realizzata da Telecom Italia e Telbios, saranno trasmessi alle strutture sanitarie piú vicine dove medici specializzati potranno predisporre eventuali accertamenti o interventi immediati. Il tutto in tempi rapidissimi per consentire un pronto intervento. Una equipe di medici e infermieri 24 ore al giorno sará a disposizione per consulti e visite. In questo modo, anche chi vive in Comuni distanti dagli ospedali e dagli ambulatori delle Asl potrá avere a disposizione un’adeguata assistenza sanitaria e si potranno salvare tante vite umane.
Tra i promotori del progetto l’assessore all’agricoltura della Provincia di Napoli, Francesco Emilio Borrelli che ha cosí commentato: “L’agricoltura é ancora uno dei settori trainanti dell’economia della nostra regione ed é importante creare le condizioni che impediscano lo spopolamento di quelle aree dove é ancora forte la presenza di aree agricole” rimarcando l’importanza del progetto che aiuterá a ridurre i disagi derivanti dal vivere in Comuni che sono lontani dai grandi centri e quindi anche dalle strutture sanitarie“.



