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Expo-Forum sulla Telemedicina e la Sanità elettronica

Nella pratica quotidiana é importante conoscere quali sono le formule e i passaggi chiave utili a decifrare le decisioni che stanno dietro a protocolli, studi, ricerche e altre analisi che vengono presentate. (Fiuggi – 19/21 settembre – Convegno Nazionale “Medici in cooperativa e cure primarie”, organizzato dalla CMCN)

La corretta interpretazione di questo materiale é importante per decidere cosa é essenziale e cosa non lo é. La normativa in vigore, prevede che alcuni farmaci, siano prescrivibili a carico del S.S.R., soltanto previa:
1. prescrizione del trattamento in ambito Ospedaliero.
2. segnalazione di “Diagnosi e Piano Terapeutico” da parte di Centri Specializzati.

Spesso accade che queste prescrizioni esulano dalla consultazione e dal controllo del Medico di Medicina Generale che peró é inevitabilmente coinvolto nella gestione quotidiana del malato e della malattia.

E’ pertanto auspicabile –commenta il Dott. Nicola Pappone, reumatologo della Fondazione Maugeri e moderatore del seminario che affronterá tale tematiche all’interno del prossimo convegno di Fiuggi (19-21 settembre www.medicoop.eu) – la costruzione di un sistema integrato che coinvolga tutte le strutture e gli operatori sanitari nella gestione dell’assistenza sanitaria, e che sia in grado di valutare e gestire le prestazioni sanitarie per processo di cura. I percorsi diagnostici terapeutici e assistenziali (PDTA) nascono, infatti, come il piú recente tentativo di sviluppare soluzioni di integrazione tra i diversi ambiti assistenziali e le diverse professionalitá che intervengono nelle gestione del medesimo paziente.

Tale caratteristica organizzativa, continua Pappone, determina una migliore gestione del paziente e permette di fare valutazioni di appropriatezza e costi

Lo stato dell’arte sul trattamento della patologia selezionata viene confrontato con le indicazioni di ortodossia clinica presenti in letteratura (Evidence Based Medicine):

le indicazioni aziendali - spiega Papponerappresentano una mediazione tra «ció che é» e «ció che dovrebbe essere», in considerazione del fatto che gli standard previsti dalla letteratura scientifica in molti casi non vengono adottati per una serie di ragioni: estrema variabilitá nel comportamento prescrittivo dei professionisti, scarsitá di risorse economiche, difficoltá nell’accesso alle strutture, ridotta capacitá di offerta.

Lo strumento del PDTA – conclude- prevede che, a fronte di un obiettivo aziendale opportunamente esplicitato, si definisca un programma di cambiamento dei comportamenti d’azienda, condiviso e negoziato con tutte le professionalitá coinvolte, allo scopo di portare l’intera organizzazione ad adottare gli standard di qualitá clinico assistenziale proposti dalla letteratura scientifica”.

Per maggiori informazioni sul Convegno di Fiuggi: www.medicoop.eu