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Expo-Forum sulla Telemedicina e la Sanità elettronica

La sperimentazione della Societá della Salute, nella Regione Toscana, é un modello di integrazione socio-sanitaria. Coinvolge 2 milioni di anziani e copre due terzi del territorio. In futuro la rete sará estesa all’intera regione, anche attraverso l’apporto della rete ICT. Se ne parlerá al Convegno “Per un welfare sostenibile”


L’integrazione socio sanitaria dice Vittorio Boscherini, medico di medicina generale e presidente di Mgcoop area 10 Leonardo – é da sempre uno dei problemi che non ha trovato piena soluzione nel sistema assistenziale toscano. Fin dall’inizio degli anni ottanta, con la creazione dei consorzi socio-sanitari, si é assistito all’assegnazione dell’integrazione dell’assistenza sociale e sanitaria ora alle amministrazioni comunali ora agli enti di gestione sanitaria, sia essi Consorzi sia esse USL sia esse ASL, senza peró raggiungere livelli d’integrazione tali che rendessero soddisfatti gli utenti del Sistema Assistenziale Toscano. Soprattutto, in questo momento – prosegue Boscherinié importante spingere verso l’integrazione socio-sanitaria soprattutto per soddisfare i LEA nei confronti dei pazienti piú deboli e fragili. Gli anziani, in particolare, devono essere curati in modo congiunto dal sistema sanitario e sociale, perchè hanno bisogno di entrambi gli apporti assistenziali. Anzi – afferma Boscherini – il successo dell’amministrazione sanitaria dipende dalla qualitá dell’amministrazione sociale. Solo che i diversi attori presenti nei due sistemi hanno tempi e regole diverse, procedono in modo asincrono e cosí le patologie che possono essere curate a livello territoriale vengono istituzionalizzate e ospedalizzate.

Da qui la necessitá – continua Boscherini - di fare in modo che l’assistenza sociosanitaria sia integrata, perchè la carenza di tale integrazione ha fatto sí che, in un sistema che eroga elevati servizi sia sanitari sia sociali, la qualitá percepita dagli utenti, spesso costretti a rivolgersi sia alle amministrazioni locali sia alle strutture sanitarie, spesso in conflitto fra loro per la competenza nell’erogazione dei servizi, sia notevolmente peggiore rispetto ai reali risultati ottenuti. In Toscana, rispetto a questo problema – chiarisce Boscherinisi sta tentando una diversa organizzazione. Stiamo sperimentando le Societá della Salute in 19 zone socio-sanitarie, che coinvolgono il 59,65% della popolazione, pari a 2.146.371 abitanti. Sono stati giá costituiti 18 consorzi pubblici, di cui le amministrazioni comunali rappresentano il 51% e le aziende sanitarie il 49% dell’organo di direzione del consorzio stesso. L’obbiettivo é di fornire a livello territoriale un solo gestore, la Societá della Salute appunto, che andrá a sostituire i distretti socio-sanitari.

In tali consorzi le amministrazioni comunali apporteranno i fondi della gestione del sociale, le aziende sanitarie quelli dell’assistenza sanitaria, e la gestione del sociale e della sanitá a livello territoriale avranno cosí un unico gestore rappresentato dalla SDS. In questo progetto il ruolo dei Medici di Medicina Generale – conclude Boscherini - é molto importante, perchè é l’operatore piú vicino alla gente ed é quello che trasforma i bisogni in servizi. Nel futuro un sostegno importante al progetto potrá essere offerto anche dalle applicazioni digitali. La possibilitá di disporre di una cartella clinica informatizzata si presenta come un vantaggio di efficienza gestionale e di risparmio sui costi sanitari. In questo momento, comunque, l’obiettivo é principalmente quello di superare la sperimentazione in modo da estendere l’esperienza a tutta la Regione Toscana”.

Fonte: Medmatic@/Samnium Medica