Medicina molecolare, diagnostica per immagini sempre piú avanzata, rapporto tra medico e paziente.
Questi i temi principali che saranno oggetto delle riflessioni della nuova Commissione oncologica nazionale, insediata dal ministro della Salute Livia Turco, e presieduta dall’oncologo Umberto Veronesi.
Umberto Veronesi, al termine della riunione di insediamento dei 40 esperti che compongono la Commissione, ha sottolineato che “il mondo dell’oncologia é attraversato da “tre rivoluzioni”: la prima quella biomolecolare poichè, a partire dalla codificazione del Dna, la medicina molecolare consente diagnosi nella fase iniziale del tumore e di mettere a punto farmaci sempre piú mirati sulle specifiche cellule tumorali”.
La seconda rivoluzione in atto, ha proseguito Veronesi, é quella della diagnostica radiologica che oggi dá immagini cosí sofisticate da rendere possibile la scoperta di tumori microscopici, anche di tre-quattro millimetri, “permettendoci di intervenire sempre piú precocemente, avvalendoci di tecniche raffinate come gli ultrasuoni”. La terza rivoluzione é quella etica: si é cioé “passati – ha rilevato Veronesi – da un rapporto paternalistico tra medico e paziente ad una relazione in cui al centro sono i diritti dell’ammalato”.
Ma non sono stati dimenticati i problemi giá aperti e sui quali va rinforzata l’azione: le liste d’attesa, le enormi differenze tra le regioni e tra il nord e il sud del paese e anche tra i grandi centri d’eccellenza e gli ospedali ancora molto arretrati in termini di tecnologie e attrezzature, il trattamento dei malati terminali. “Il lavoro della Commissione, suddiviso in dieci gruppi, comincia giá da oggi – ha concluso Veronesi – ci rivedremo a ottobre per fare il punto della situazione e iniziare a lavorare sul Piano oncologico nazionale”.
Un impegno confermato anche dal Vicepresidente della commissione, Donato Greco, che ha ricordato come oggi ”l’impegno per il settore oncologico rappresenti una parte consistente dell’attivitá del ministero”.
“Tra gli altri obiettivi – ha aggiunto Giovanni Zotta, direttore generale della ricerca scientifica e tecnologica del Ministero della Salute e componente della Commissione – ci sará quello di diminuire la migrazione sanitaria non soltanto nazionale ma anche internazionale, perchè le nostre strutture non hanno nulla da invidiare a quelle degli altri Paesi. E questo impegno dovrá poi estendersi anche ad altre importanti malattie, in primo luogo quelle cardiovascolari”.
Fonte: www.ministerosalute.it



