Trieste diventa protagonista di un nuovo progetto europeo innovativo che punta a creare tecnologie avanzate per la sanitá, rafforzando i rapporti tra ricerca ed il mondo dell’industria
Lo annuncia ItalTbs, il gruppo con sede centrale nel capoluogo regionale, diventato negli ultimi anni punto di riferimento nel mercato internazionale dei servizi integrati di ingegneria clinica, informatica medica e telemedicina. Il progetto, il cui lancio ufficiale é programmato venerdi prossimo a Klagenfurt alla presenza del governatore della regione austriaca Carinzia Jarg Haider, mira a sviluppare una nuova dimensione della telediagnostica ed una piattaforma mobile per la diagnosi e il monitoraggio di numerose patologie autoimmuni.
Intitolata «Pocemon» (abbreviazione di Point-of-Care Monitoring and Diagnostics for Autoimmune Diseases), la nuova iniziativa é finanziata dall’Unione Europea con 8,4 milioni di euro erogati nell’arco di un periodo di tre anni e mezzo e vede coinvolti 18 partner europei consorziati, coordinati dal gruppo triestino attraverso la sua azienda «Pcs», con sede a Klagenfurt (Professional Clinical Software).
ItalTbs sará rappresentato nella cerimonia di lancio da Nicola Pangher, consigliere di amministrazione del gruppo e direttore operazioni e-health Europa e della ricerca e lo sviluppo, nonchè vice presidente dell’Associazione Industriali di Trieste. Per Pangher, la partecipazione all’iniziativa europea conferma il successo dell’azienda, per la quale si prevede quest’anno un aumento del giro d’affari.
Lo scopo del progetto é mettere a punto una nuova tecnologia hardware e software sottoforma di «pocket lab» (ovvero laboratori delle dimensioni di un microchip) collegati a distanza ad un computer centrale dotato dell’apposito software diagnostico. In futuro, questa tecnologia permetterá anche ai medici di base di offrire ai loro pazienti un servizio diagnostico di elevata qualitá.
Saranno sufficienti dei semplici campioni ematici o di saliva che saranno analizzati tramite dispositivi portatili (simili a PC palmari o cellulari). Nel corso del successivo iter diagnostico, grazie al supporto informatico il medico potrá mettere in relazione i risultati dell’analisi contenuti nel microchip con le informazioni contenute negli appositi database. In futuro, si prevede che i pazienti potranno usufruire di questa tecnologia non solo presso lo studio del proprio medico di base.
Infatti, grazie a questo dispositivo di semplice utilizzo sará possibile eseguire tali esami anche in farmacia, con la stessa facilitá con cui si condurrebbero in un ospedale. I primi test clinici del progetto «Pocemon» avranno per oggetto due malattie tanto diffuse quanto temute: la sclerosi multipla e l’artrite reumatoide.




Luigi Foiadelli
25 febbraio 2008
Mi dedico da alcuni anni al settore della Telemedicina : HomeCare e Teleconsulto. Gradirei conoscere se il “Pocket Lab” se è previsto che possa essere utilizzato anche direttamente presso il domicilio del paziente per il controllo dei parametri vitali. Se si ,orientativamente, entro quando. Lo scrivente opera come tecnico di lunga esperienza nel settore Audio-MultiVideoComunicazioni.