Questa una delle domande a cui si cercherá di dare una risposta nel corso del prossimo convegno di Fiuggi organizzato dalla CMCN
In tutti i sistemi sanitari vi é, infatti, la tendenza ad affidare alle cure primarie una funzione strategica per intercettare, in un momento di risorse limitate, la domanda di salute altrimenti diretta verso inappropriati e piú costosi livelli secondari e terziari.
“Questa nuova via all’Assistenza Integrata – commenta il Dott. Salerni, referente a Fiuggi del seminario che svilupperá tale questione- – deve individuare in alcuni operatori sanitari e in particolari organizzazioni del mondo cooperativo le figure chiave che devono fornire con professionalitá il supporto assistenziale non solo di tipo sanitario, ma anche sociale.
Una delle piú consone strutture per il raggiungimento di questi obbiettivi – continua Salerni- é l’OSPEDALE DI COMUNITA’ . E’ questa una struttura che consente ai pazienti, per i quali il Medico di Assistenza Primaria ritenga necessario un ambiente protetto, di attuare delle terapie (anche la chemioterapia) che é molto difficile intraprendere a domicilio, oppure di ospitare pazienti in dimissione precoce dagli ospedali per acuti, per es. dopo interventi in Day Surgery ecc., che necessitano di un ulteriore periodo di ricovero al fine di consolidare le proprie condizioni fisiche e continuare il processo di recupero”.
Questi comunque i titoli dei protocolli assistenziali che permettono l’ingresso nell’Ospedale di Comunitá:
a. Pazienti oncologici con previsione anche di trattamenti palliativi
b. Pazienti con morbo di Alzheimer o altra sindrome demenziale con patologia acuta intercorrente e per periodi inferiori a 30 giorni.
c. Pazienti con patologia neurologica in fase post-acuta che non necessitano di ausilii per il mantenimento delle funzioni vitali
d. Pazienti anziani o no, che presentano riacutizzazioni di patologie croniche (cardiache, polmonari, vascolari periferiche ecc.) non gestibili a domicilio.
e. Pazienti che necessitano di trattamenti intensivi di recupero post traumatico o post chirurgico non curabili a domicilio
f. Pazienti che necessitano di terapia infusionale: anziani o affetti da patologia cronica degenerativa , anemia, epatopatia, deficit nutrizionali non gestibili a domicilio
g. Pazienti con temporanea non auto-sufficienza o in condizioni di fragilitá sociale non curabili a domicilio.



