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Expo-Forum sulla Telemedicina e la Sanità elettronica

Un aspetto peculiare nel vasto campo delle applicazioni avanzate é quello della chirurgia robotica e telerobotica, di cui si é discusso durante una delle sessioni convegnistiche di Medmatic@ 2008.

L’ aumento vertiginoso delle tecnologie informatiche nell’ultimo decennio ha dato un impulso a tutte le iniziative che, nel campo della medicina, si prefiggono di fornire prestazioni sanitarie a distanza , riducendo al minimo gli spostamenti di pazienti e personale sanitario.

Chiariamo inizialmente che nessun robot, allo stadio attuale – ha affermato Michele Anaclerio, consigliere del Ministro della Difesa per la Sanitá Militare – puó sostituire la destrezza e la complessitá dei movimenti della mano del chirurgo. Puó peró consentire, senza alcun tremore e costante affidabilitá, movimenti di precisione tanto che, oggi, la chirurgia robotica non é piú solamente un’attivitá sperimentale, ma una competenza acquisita in varie discipline chirurgiche in campi di applicazione sempre piú numerosi”.
La robotica viene utilizzata in numerosi settori specialistici e “sono evidenti – aggiunge Anaclerio – taluni vantaggi come la visione ad alta definizione tridimensionale ingrandita del campo operatorio, che permette una migliore salvaguardia di vasi e di nervi con minor perdita di sangue, minor dolore del paziente e piú rapido recupero post-operatorio”.

Le prime applicazioni in chirurgia robotica risalgono al 1995, quando, durante il Congresso Nazionale sulla Teoria delle Macchine e Meccanismi, in presenza di scienziati provenienti da 51 paesi, dal Politecnico di Milano, Enrico Pisani, direttore dell’Istituto di Urologia del Policlinico di Milano, azionava un robot nel suo Istituto alla distanza di circa 10 km, utilizzando un collegamento via fibre ottiche in rete ISDN.

“Allora
– ha continuato Anaclerio venne eseguita una biopsia su un paziente in anestesia generale. Fu il primo di una serie di interventi che ha perfezionato la pratica interventistica telerobotica fino ad arrivare ad operazioni eseguite in chirurgia teleguidata, in cui il chirurgo Francesco Porpiglia, collegato con una linea veloce ISDN, tracció con penna ottica sul suo computer in rete il percorso indicato al collega del Policlinico di Modena per effettuare, questa volta ad oltre un centinaio di km di distanza, un intervento laparoscopico perfettamente riuscito. Sulla scia di questi esempi l’Istituto Europeo di Telechirurgia, a Strasburgo, ha utilizzato, alcuni anni fa, il robot Zeus, costruito a Santa Monica in California, insieme ad uno staff chirurgico statunitense, che, al di lá dell’Atlantico, visualizzava il campo operatorio su un monitor collegato ad una telecamera e operava tramite un joystick collegato al braccio meccanico di Zeus”.

Sono attualmente quasi 800 i robot chirurgici operanti nel mondo, ideati e realizzati con l’italianissimo nome “Da Vinci” dalla Compagnia americana Intuitive Surgical ed in questo settore, l’Italia é seconda al mondo, davanti a Francia, Germania e Regno Unito.

Il nostro Paese – ha proseguito Anacleriodispone attualmente di ben 29 robot chirurgici, rispetto ai 18 francesi, ai 13 tedeschi ed ai 9 degli inglesi. E dal marzo 2008,. in Italia, é attiva, a Grosseto, una delle scuole piú importanti, a livello internazionale, di chirurgia robotica. In tale settore avanzato vengono sempre di piú integrate componenti che riguardano la sensoristica e l’informatica. Non é azzardato prevedere che – ha aggiunto Anaclerio – ai ritmi di sviluppo sinora registrati, tra alcuni anni molti interventi, anche di grande complessitá, potranno essere effettuati con strumenti sempre piú perfezionati per arrivare all’impiego di ambulanze telerobotizzate per l’effettuazione di interventi diretti da un chirurgo, in postazione remota, da un monitor, che consente una visione tridimensionale, servendosi di sistemi di telerilevamento dei parametri biologici vitali”.

Il Convegno sulla Telerobotica – ha concluso Giampaolo Stopazzolo, presidente di Medmatic@ – e il valore delle applicazioni ed esperienze presentate sono una prova dell’utilizzo delle applicazioni e delle soluzioni di telemedicina anche in campi ad alta specializzazione come la pratica chirurgica, ma soprattutto sono l’evidenza che le tali soluzioni, e piú in generale quelle di e-Health, si presentano come valido ausilio per sostenere l’efficacia dell’intervento sanitario”.