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Expo-Forum sulla Telemedicina e la Sanità elettronica

Da tempo al centro dell’azione di riforma del Welfare ci sono le questioni: dell’adeguatezza dei sistemi sociali, sanitari e assistenziali di rispondere alla crescita e ai cambiamenti dei bisogni in relazione ai nuovi sviluppi sociali e demografici e alle nuove aspettative di salute dei cittadini; della sostenibilitá economica di tale sistemi; della reale accessibilitá ed equitá in relazione alle diverse situazioni personali, familiari, sociali, territoriali dei cittadini

Le conquiste scientifiche e tecnologiche hanno messo in evidenza da un lato il potenziale di nuove e migliori risposte che si potrebbero dare ai bisogni di cura e assistenza ma dall’altro l’importanza di approcci e forme organizzative diverse da quelle tradizionali miranti a migliorare e potenziare l’utilizzo delle risorse in campo (competenze professionali e tecnologie, famiglie e cittadini, risorse economiche e sociali) e ad estendere e migliorare l’accesso a tali opportunitá in relazione ad una domanda dei cittadini sempre piú diversificata. La vera sfida che sta dentro all’attuazione e allo sviluppo delle principali riforme che hanno investito il sistema sanitario e quello socio assistenziale é la riorganizzazione di una rete sociale e sanitaria integrata, efficiente e dinamica, che fa perno sul territorio ed é capace di prendere davvero in carico i cittadini, a partire dai piú fragili, costruendo risposte nelle diverse forme e scale organizzative, stimolando forme di aggregazione, utilizzando tutte le risorse utili della rete e del territorio.

E’ in questa direzione che il mondo della cooperazione ha operato concretamente in questi anni, in diversi ambiti e settori, e oggi si propone come uno dei soggetti proponenti di un welfare del benessere e della responsabilitá. La cooperazione sociale é oggi una rete, presente in tutti i territori, di servizi e prestazioni di diversa scala e complessitá organizzativa e imprenditoriale impegnata in particolare a sviluppare formule piú vicine al cittadino, alle famiglie, alle esigenze delle fasce piú deboli sia in termini di prestazioni domiciliari che di servizi e presidi territoriali, per costruire strade realmente alternative sia alla istituzionalizzazione che alla ospedalizzazione impropria, contribuendo a portare nel campo socio assistenziale una cultura della relazionalitá e dell’attenzione alle persone e alla globalitá dei loro bisogni.

L’integrazione socio-sanitaria é oggi uno dei terreni di impegno prioritari della cooperazione, con importanti investimenti in professionalitá, risorse, progettualitá; due sono gli indirizzi forti su cui si sta lavorando molto nei diversi territori:
1. la permanenza a domicilio realmente assistita in relazione alle tante e diverse situazioni in cui le persone si trovano per etá, salute, eventi di perdita e riduzione di salute e autonomia, cronicitá, non autosufficienza ma anche in relazione ad interventi sanitari ed ospedalieri;
2. lo sviluppo su scala territoriale distrettuale di nuovi presidi socio sanitari e di forme di residenzialitá e semiresidenzialitá assistenziali e riabilitative, a limitata permanenza nell’ambito di precisi percorsi post acuti di tipo terapeutico e riabilitativo, di raccordo tra intervento socio assistenziale e cura delle persone o con funzioni di sollievo alle famiglie per situazioni piú croniche e permanenti.

Nell’uno e nell’altro caso la presa in carico sanitaria e assistenziale deve essere accompagnata da un lavoro di sostegno e supporto alle famiglie perchè anche esse siano risorsa della rete oltreché aiuto ai loro familiari.

Attraverso un’adeguata organizzazione in forma cooperativa dei medici di base, anche sul piano tecnologico, le cure domiciliari integrate, nelle loro diverse forme, possono avere uno sviluppo importante attraverso la possibilitá, che le nuove tecnologie consentono, di adeguati controlli diagnostici a distanza. Tale sistema dovrá avvalersi in modo organico dell’assistenza domiciliare integrata. E questa, insieme alla iniziativa dei medici di base potrá garantire una maggiore sicurezza sanitaria in famiglia e per molte malattie questo é molto importante.

Su questo terreno si potrebbero aprire possibilitá forti di integrazione tra cooperazione sociale e cooperazione tra medici. Ma una delle condizioni per realizzare tale possibilitá é un riconoscimento piú esplicito da parte del sistema sanitario, oltreché della cooperazione tra medici, del ruolo e delle competenze specifiche della cooperazione sociale in alcuni ambiti e servizi, tra cui quello dell’ADI, come impresa strutturata e autonoma, nell’ambito di una programmazione piú ampia della rete dei servizi.

Fonte: www.samnium.com